Piante ad azione ipoglicemizzante in uso a differenti latitudini

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Una patologia che ben si presta a esemplificare lo sviluppo applicativo dei rimedi derivanti dall’etnofarmacia è il diabete di tipo 2. Di seguito, un excursus interculturale tra piante ad azione ipoglicemizzante in uso a differenti latitudini.

Per fare il punto su una fonte naturale e ricca di principi attivi in campo farmaceutico ben si presta l’etnofarmacia, scienza trasversale che si propone come anello di congiunzione tra medicina tradizionale e ricerca scientifica.

diabete

Partendo dagli usi consolidati, presso le diverse popolazioni, di piante medicinali (ma anche di rimedi di origine minerale e animale) vengono tracciati nuovi binari terapeutici: si parte dall’etnofarmacognosia (che studia il sapere medico-salutistico, tramandato nel corso della storia) per arrivare all’etnofarmacologia (finalizzata alla valutazione biofarmacologica dei rimedi tradizionali).

Oriente

Dalla Medicina Tradizionale Cinese e dalla Medicina Ayurvedica traiamo l’uso di Gymnema sylvestre (GS), i cui acidi gimnenici agiscono da inibitori reversibili sui recettori intestinali del glucosio, con sensibile riduzione della glicemia basale e postprandiale. Più recentemente, partendo da dieci composti bioattivi derivati dalla GS – valutati per la loro affinità di legame ai recettori insulinici e sotto il profilo farmacocinetico ADME (assorbimento, distribuzione, metabolismo, eliminazione) – attraverso uno studio di docking molecolare al computer è stata avviata la ricerca di terapie alternative alla somministrazione di insulina. Dalla Medicina Tradizionale Vietnamita (o Thuoc Nam) un’erba locale attira la nostra attenzione: Gynostemma pentaphyllum (GP), o Giao co lam, ha evidenziato effetti antidiabetici con stimolazione di rilascio e migliore sensibilità insulinici; in un test condotto su 25 pazienti affetti da diabete di tipo 2, l’assunzione di estratto di GP in parallelo a una terapia con sulfoniluree ha mostrato una sinergia terapeutica nella normalizzazione dei valori di glicemia.

Centro America

Di uso ormai consolidato presso le popolazioni dell’America Centrale (Belize, Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Panama), alcune specie quali Momordica caranthia, Neurolaena lobata, Tecoma stans, Persea americana, Psidium guajava, Anacardium occidentale e Hamelia patens hanno mostrato una valenza terapeutica, non solo per la patologia diabetica, in sé ma persino per tutta quella sequela di condizioni a essa collaterali, che possono insorgere nel corso degli anni (in particolare malattie renali e problemi urinari).

Bacino del Mediterraneo

Al centro, da secoli, della produzione dell’olio extravergine di oliva, noto anche “l’oro verde del Mediterraneo”, Olea europea (il nostro comune olivo) riesce a stupirci una volta di più a seguito di uno studio recentemente condotto e pubblicato dai ricercatori dell’Università di Firenze. L’oeuropein – il polifenolo presente oltre che nei frutti anche e soprattutto nelle foglie (ne possono contenere fino al 10% in peso) – sulla base di chiare e indiscutibili evidenze sperimentali e cliniche, è stata brevettata come molecola per la cura del diabete e la normalizzazione del metabolismo glucidico.

 

BioMed Research International; Vol. 2016; Article ID 3187647

Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine; Vol. 2012; Article ID 452313

Journal of Ethnopharmacology;Vol. 184; 26 May 2016, Pages 58–71

Oncotarget. 2015 Nov 3; 6(34); Pages 35344–35357

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