In occasione della Giornata Mondiale del Diabete 2022, il 14 novembre, i riflettori puntano l’attenzione sull’accesso alle cure, un argomento cruciale visto che ancora oggi molti non riescono ad accedere a farmaci e screening per evitare l’insorgenza di complicanze, con costi enormi che gravano sul Ssn

Il diabete colpisce ogni anno 422 milioni di persone nel mondo con 1,5 milioni di decessi direttamente imputabili alla malattia. Sin dal 1992, La Federazione Internazionale Diabete (IDF) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno promosso la giornata in risposta alla crescente incidenza della patologia.

La giornata si celebra il 14 novembre nel giorno dell’anniversario della nascita di Frederick Banting al quale viene attribuita la scoperta dell’insulina con l’aiuto di Charles Best. Il 20 dicembre 2006 l’Assemblea Generale delle Nazione Unite ha adottato la risoluzione 61/225 che sancisce la Giornata Mondiale del Diabete come giornata ufficiale dell’ONU e riconosce il diabete come “una malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”.

La giornata 2022

La Giornata Mondiale del Diabete di quest’anno riaccende i riflettori sul tema dell’accesso alle cure e alla prevenzione del diabete di tipo 2, la cui insorgenza è legata a sedentarietà, eccesso di peso, stili di vita e abitudini alimentari scorretti.

Esistono difatti due forme di diabete: quello di tipo 1 e quello di tipo 2, oltre al diabete gestazionale e forme meno comuni. Il diabete di tipo 1, anche noto come diabete giovanile per la sua insorgenza prioritaria nei primi 10-20 anni di vita, è una malattia autoimmune e necessita di continue iniezioni di insulina. Condiziona fortemente la vita dei pazienti, ma grazie alle nuove tecnologie, come microinfusori e pancreas artificiali, è oggi possibile condurre una vita normale e mantenere un buon controllo di malattia anche attraverso una regolare pratica sportiva.

Il diabete tipo 2 è invece la forma più diffusa, che a livello italiano interessa circa 4 milioni di soggetti (ma molti potrebbero non essere ancora stati diagnosticati), con forti differenze di carattere regionale e una prevalenza maggiore nelle regioni in cui minore è la prevalenza della pratica sportiva. Difatti, tra le cause principali: sedentarietà e sovrappeso.

L’importanza della prevenzione e i costi della malattia

La prevenzione, così come per altre patologie, gioca un ruolo chiave, anche al fine di ridurre gli impatti sociali, sanitari ed economici della malattia. Una persona con diabete non in controllo metabolico ha una riduzione dell’aspettativa di vita di 7-8 anni, il 60% almeno della mortalità per malattie cardiovascolari è associata al diabete, il 38% dei pazienti diabetici soffre di insufficienza renale, il 22% presenta retinopatia, il 3% problemi agli arti inferiori e ai piedi.

Senza contare la riduzione di produttività, con un onere sul Ssn pari all’8% del budget complessivo. Questo si traduce in 9,25 miliardi di euro di costi diretti (farmaci, visite, ricoveri, diagnostica) cui ne vanno sommati altri 11 di spese indirette (assenza dal lavoro, diminuzione di produttività).

Un paziente diabetico costa quindi al Ssn ogni anno 2.800 euro (pari al doppio di un paziente non diabetico), di cui il 90% dei costi è determinato dalla gestione delle complicanze e delle comorbidità.

«Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica richiede una gestione multidisciplinare complessa – ha osservato Stefano Nervo, Presidente di Diabete Italia, partner ufficiale della Giornata Mondiale del Diabete 2022 in Italia – La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica stimolando la creazione del Pnrr con risorse dedicate a curare questa malattia. Agli investimenti strutturali previsti dovranno però seguire nuovi modelli organizzativi che garantiscano una migliore gestione e integrazione col territorio.

Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi (tanta sete e tanta pipì i campanelli d’allarme) e un monitoraggio attento attraverso gli ultimi strumenti tecnologici a disposizione che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 è invece fondamentale promuovere la prevenzione della malattia e diventa indispensabile realizzare una completa integrazione tra specialisti e medici di famiglia sul territorio, oltre a garantire l’accesso agli screening sulle complicanze della malattia.

Una diagnosi precoce del diabete tipo 2, una malattia silente spesso identificata solo all’insorgere dei sintomi delle complicanze – prosegue Nervo – aiuta a mantenere una vita piena senza privazioni una volta che si è imparato a gestire la malattia. Esiste un rapido questionario per valutare se si è “persona a rischio” e chiedere quindi al proprio medico di eseguire l’esame dell’emoglobina glicata per identificarla precocemente. Occorre sfatare i pregiudizi che vedono nei dolci il male assoluto. In realtà lo zucchero si trova in moltissimi alimenti (anche quelli “per diabetici”), bisogna imparare a gestirlo e ad alimentarsi in modo corretto».

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