Coenzima Q10 nel trattamento del glaucoma

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Una recente revisione scientifica pubblicata sulla rivista Neural Regeneration Research, che  ha preso in esame i vari studi pubblicati dal 2003 al 2018 sull’uso del coenzima Q10 nel trattamento del glaucoma, ha confermato il potenziale effetto benefico della molecola nel proteggere le cellule neuroretiniche dal danno ossidativo 

Il glaucoma colpisce 55 milioni di persone in tutto il mondo e in Italia oltre un milione di persone, la metà delle quali non è neppure consapevole di esserne affetta. “Il glaucoma non dà nessun sintomo e quando il paziente si accorge di vedere male, la malattia è talmente avanzata che la disabilità visiva è praticamente inevitabile ormai”, chiarisce il Professor Michele Figus, Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, Università di Pisa. Circa il 50% dei pazienti affetti da glaucoma non sa di essere malato e pertanto non esegue nessuna terapia e nessun controllo. “Per evitare che il glaucoma rimanga invisibile è necessario sottoporsi a visite oculistiche periodiche, in modo da eseguire una diagnosi precoce e instaurare una terapia efficace.

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Una recente revisione scientifica pubblicata sulla rivista Neural Regeneration Research ha confermato il potenziale effetto benefico del Coenzima Q10 nella protezione delle cellule neuroretiniche dal danno ossidativo

L’origine neuronale del glaucoma

Anche se l’incremento della pressione intraoculare rimane a tutt’oggi il più importante e ben documentato fattore di rischio associato all’insorgenza e alla progressione del glaucoma, le più recenti ricerche hanno evidenziato una origine neuronale della malattia, con la degenerazione delle cellule gangliolari della retina.

Una recente revisione scientifica pubblicata sulla rivista Neural Regeneration Research ha confermato il potenziale effetto benefico del coenzima Q10 nella protezione delle cellule neuroretiniche dal danno ossidativo. La revisione ha preso in esame i vari studi pubblicati dal 2003 al 2018 sull’uso del coenzima Q10 nel trattamento del glaucoma.

“In particolare, l’attenzione della ricerca, alla luce delle similitudini che esistono tra glaucoma e neuropatie ottiche mitocondriali, si è concentrata sulla funzione mitocondriale”, spiega il professor Carlo Nucci, Direttore dell’Unità Operativa semplice dipartimentale di Oculistica presso il Policlinico Tor Vergata. “Il glaucoma distrugge i neuroni attraverso diversi meccanismi tra cui lo stress ossidativo, la neuro infiammazione e la disfunzione mitocondriale”.

Nello studio citato, il riscontro di livelli di coenzima Q10 più bassi nella retina umana di soggetti anziani ha suggerito un possibile aumento della vulnerabilità delle cellule retiniche gangliolari a causa della carenza di coenzima Q10. Proprio per questo, il coenzima Q10 è stato proposto come potenziale agente neuroprotettivo nel glaucoma. “Anche se la terapia ipotonizzante continua a essere il gold standard,  c’è la necessità di affiancare anche una terapia basata sulla neuroprotezione, cioè l’utilizzo di molecole come il coenzima Q10 che agiscono prevenendo il danno neuronale a livello di retina e nervo ottico con meccanismi d’azione che sono indipendenti dal controllo della pressione dell’occhio e che agiscano sulla cellula ganglionare retinica migliorando il suo livello di sopravvivenza”, aggiunge Nucci.

Il glaucoma come malattia neurodegenerativa

Le malattie neurodegenerative sono accumunate da analoghi meccanismi di morte degenerativa del neurone. Nelle patologie neurodegenerative il coenzima Q10 ha mostrato una sua funzione protettiva: “Il coenzima Q10 fa funzionare il neurone e nel contempo lo protegge“, commenta Piero Barbanti, professore di neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma. “Queste azioni spiegano il grande interesse attorno al ruolo di questa molecola nelle malattie neurodegenerative. Tra i numerosi studi sperimentali va ricordata in particolare la capacità del coenzima Q10 di ridurre il declino funzionale nei soggetti affetti da malattia di Parkinson”.

La somministrazione del coenzima Q10

Il coenzima Q10, oltre che in formulazione collirio, è disponibile anche in formulazione orale e dagli studi è emerso come la somministrazione orale di coenzima Q10 possa avere una efficacia nelle malattie neurodegenerative e nelle malattie cardiovascolari. La somministrazione orale di coenzima Q10, oltre ad avere un alto profilo di sicurezza, è risultata in grado di aumentare le concentrazioni plasmatiche di CoQ10. Inoltre, potrebbe migliorare l’aderenza alla terapia nei pazienti anziani che hanno difficoltà a mettere i colliri.

 

 

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