L’importanza dell’alimentazione nel trattamento delle patologie cutanee

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Una corretta alimentazione incide sia sulle condizioni di salute generali del paziente che sulla capacità di risposta ad alcune terapie: è questo il tema affrontato nell’incontro virtuale Immunoterapia e Nutrizione presso l’Istituto Pascale di Napoli

I tumori della pelle sono oggi tra le patologie oncologiche più diffuse: il carcinoma spinocellulare (CSCC), ad esempio, è il secondo tumore cutaneo non-melanoma per incidenza, con circa 19.000 casi in Italia. L’immunoterapia svolge un ruolo chiave nel trattamento di queste forme tumorali; tuttavia il successo terapeutico deve necessariamente passare per la valutazione di aspetti multidisciplinari, che prendano in considerazione le condizioni generali del paziente.

L’alimentazione sembra influenzare in modo determinante la risposta al trattamento immunoterapico e di contrasto dello stato infiammatorio di alcune patologie cutanee: a tal proposito, alcuni studi sembrano far emergere come differenze nel microbiota intestinale possano influenzare la risposta all’immunoterapia con farmaci anti-PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata). Il microbiota intestinale è formato da un numero elevatissimo di specie batteriche che svolgono un’intensa attività metabolica e possono influenzare le funzioni dell’organismo. Inoltre, il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nella difesa dell’organismo contro diversi patogeni e nella stimolazione e modulazione del sistema immunitario, promuovendo il mantenimento di una mucosa intestinale sana e contrastando lo stato infiammatorio proprio di alcune patologie cutanee.

L’importanza della corretta alimentazione nel trattamento e nella prevenzione di alcune patologie cutanee è stato il tema centrale dell’incontro virtuale che si è svolto il 5 ottobre scorso per presentare il progetto Immunoterapia e Nutrizione, realizzato sotto la direzione scientifica del dott. Paolo Ascierto – Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” di Napoli – e il supporto non condizionante di Sanofi Genzyme, divisione specialty care dell’azienda farmaceutica Sanofi.

Per meglio veicolare il messaggio del progetto – nato con il patrocinio delle associazioni di pazienti A.I.Ma.Me (Associazione Italiana Malati di melanoma e tumori della pelle) e ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica), e alle società scientifiche SIDeMAST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse), IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e Fondazione Melanoma onlus – sono stati realizzati degli opuscoli informativi sull’importanza di una corretta alimentazione per il benessere generale del paziente, sia per i tumori che per le patologie infiammatorie della cute. Questi materiali costituiscono inoltre uno strumento di supporto ai clinici nell’ambito del percorso diagnostico-terapeutico, grazie all’esperienza dei centri di riferimento, sia nelle neoplasie cutanee che nelle patologie infiammatorie della cute, come nel caso della dermatite atopica, una malattia infiammatoria cronica della pelle per la quale i pazienti sembrano presentare un’alterazione della composizione del microbiota intestinale.

Il rapporto tra la nutrizione e i tumori della pelle ha un potenziale importante che deve essere approfondito – afferma il dott. Paolo AsciertoAlcuni studi in vitro e su modelli animali hanno evidenziato l’associazione tra la composizione del microbiota intestinale e la risposta alle terapie antitumorali quali l’immunoterapia. I risultati ottenuti da uno studio clinico in pazienti con tumore della pelle indicano che la composizione del microbiota intestinale è capace di modulare la risposta all’immunoterapia anti-PD-1. In particolare, l’abbondanza e la varietà dei batteri intestinali “buoni” erano associate ad una migliore risposta alla terapia anti-PD-1”.

Per avere un sistema immunitario forte e garantire la salute del microbiota intestinale è fondamentale condurre uno stile di vita sano che includa una dieta equilibrata e varia, caratterizzata dal consumo giornaliero di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, proteine di origine vegetale e animale.

Oggi la diffusione di uno stile di vita occidentale, sedentario e con cattive abitudini alimentari, quali il consumo elevato di cibi ad alto indice glicemico e ricchi di leucina, di grassi e di proteine di origine animale, può giocare un ruolo importante nel peggioramento dei sintomi della dermatite atopica – spiega Gabriella Fabbrocini, Direttore UOC di Dermatologia Clinica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II di NapoliDiversi studi scientifici hanno riportato che la terapia medica prescritta dal dermatologo può essere aiutata, in termini di efficacia, da un’alimentazione equilibrata a base di frutta e verdura, ricca di vitamine e antiossidanti. Presso i nostri centri dermatologici, durante il percorso di inquadramento diagnostico-terapeutico, prevediamo sempre una consulenza nutrizionale da parte del nostro team per suggerire il migliore stile di vita possibile. Tuttavia, la terapia medica rimane la prima strada per alleviare i disturbi legati alla patologia”.

L’approccio multidisciplinare resta la chiave giusta per il corretto trattamento dei tumori della pelle e della dermatite atopica, come spiega Ignazio Stanganelli, Presidente IMI,  Direttore della Skin Cancer Unit presso l’IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna e Professore Associato della Università di Parma: Il nuovo ruolo dell’immunodermatologo, esperto nella diagnosi e cura delle malattie della pelle ad eziopatogenesi immunopatologica, contribuisce all’identificazione di un percorso diagnostico-terapeutico adeguato che conduca al più presto il paziente presso il Centro di Riferimento, assicurando la collaborazione tra il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale e il paziente stesso”.

Il valore dell’approccio multidisciplinare per il paziente con carcinoma a cellule squamose e il ruolo del Centro di Dermatologia Immunologica per quello con dermatite atopica risiede soprattutto nella governance della malattia, che dovrà tenere in conto una valutazione epidemiologica atta a quantificare la popolazione di pazienti afferenti e i relativi cambiamenti di stato: è su queste basi che si potrà valorizzare l’offerta di cura, con la definizione e il relativo aggiornamento di percorsi terapeutici che, come riconosciuto anche dal Ministero della Salute, dovrebbero garantire anche il corretto apporto nutrizionale in relazione alle ben note evidenze di beneficio, oltre che l’impiego appropriato dei farmaci innovativi.

“Non si tratta solo un progetto innovativo nel campo dell’immunoterapia, dove assistiamo a continui progressi scientifici – commenta Mauro Ninci, Direttore Medico di Sanofi Italia ma di un’iniziativa che vuole contribuire – con un linguaggio semplice e adatto a tutti – a migliorare la qualità di vita dei pazienti, oltre la terapia. Un’attenzione che è da sempre una priorità per Sanofi Genzyme”.

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