Lockdown e salute mentale: i dati del primo studio sulla popolazione italiana

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Per il 40% degli italiani sono aumentati stati d’ansia e depressione, il 60% ha riscontrato una riduzione della qualità della vita e più del 30% un peggioramento del sonno. Più esposte le donne degli uomini. Aumentato del 20% il consumo di ansiolitici e benzodiazepine

I risultati del primo studio rappresentativo della popolazione italiana adulta sugli impatti del Covid-19 sulla salute mentale dei connazionali, condotto da un consorzio di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Genova e Pavia e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Journal of Affective Disorders. Le analisi condotte si basano su un campione rappresentativo di 6.003 soggetti di età compresa tra 18 e 74 anni.

salute mentale

Dallo studio emergono in modo netto le implicazioni che le restrizioni determinate dalla pandemia hanno determinato sulla salute mentale dei connazionali. Oltre il 40% degli italiani ha riscontrato un peggioramento dei sintomi ansiosi e depressivi durante il lockdown del 2020, con ripercussioni sulla qualità del sonno per oltre il 30% del campione e una riduzione della qualità della vita manifestata da oltre 6 soggetti su 10. L’utilizzo di psicofarmaci, prevalentemente ansiolitici o benzodiazepine, ha visto un aumento del 20% rispetto al periodo pre-Covid.

Maggiore vulnerabilità per le donne

Le donne hanno mostrato maggiore vulnerabilità: quasi il 50% delle italiane ha riportato un peggioramento nel proprio benessere psichico, con un incremento della sintomatologia depressiva, ansiosa e problemi di insonnia di gran lunga superiore agli uomini.

Tra i giovani, un peggioramento degli stati depressivi è stato riscontrato tra coloro che presentavano altri fattori di rischio: fumatori ed ex fumatori, giocatori d’azzardo o soggetti che prima delle restrizioni pandemiche trascorrevano molto tempo fuori casa.

In termini percentuali, l’incidenza dei disturbi depressivi è passata dal 14,3% della stagione pre-pandemica al 33,2% durante il lockdown. I disturbi d’ansia sono quasi triplicati, passando dal 18,1% al 41,5%; i problemi di insonnia sono passati dal 33,7% al 41,1%, una cattiva qualità del sonno è andata a interessare il 38,8% degli italiani, a fronte del 17% pre-Covid.

In linea generale tutti gli indicatori hanno mostrato un peggioramento significativo: del 48% i sintomi depressivi, del 44% i disturbi d’ansia mentre lil peggioramento della qualità di vita ha interessato addirittura il 64% dei connazionali.

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