Tre incontri sul Piano nazionale di prevenzione vaccinale

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Partirà da Milano la serie di tre incontri sul Piano nazionale di prevenzione vaccinale organizzati dall’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli) in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità con lo scopo di promuovere nelle diverse aree geografiche del paese la cultura dell’importanza della prevenzione vaccinale.

mamma e bimbi

Abbiamo ritenuto utile promuovere questo ciclo di incontri itineranti allo scopo di condividere con tutte le figure professionali coinvolte nel controllo delle infezioni/malattie prevenibili con le vaccinazioni i più recenti dati sulla sorveglianza, per comprendere l’impatto dei programmi di vaccinazione del Paese, la prevalenza e la diffusione della malattia, sulle strategie vaccinali, per comprendere il potenziale dei nuovi vaccini disponibili e sulla diagnosi clinica per comprendere la gestione armonizzata dei pazienti”, ha spiegato Pierangelo Clerici, presidente di Amcli e direttore dell’Unità operativa di microbiologia dell’Azienda socio sanitaria territoriale Ovest milanese.

Il primo appuntamento è fissato alle 14.00 del 2 luglio presso l’Aula Magna dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, mentre gli incontri successivi avranno luogo a Perugia e Cagliari.

Vaccini, ma anche sorveglianza e diagnostica

I vaccini sono solo uno degli strumenti per il contenimento e l’eliminazione efficace di malattie quali pertosse, morbillo, rosolia, parotite e varicella. La disponibilità di sistemi di sorveglianza efficaci e di attività di laboratorio microbiologico di elevata qualità sono altrettanto importanti per determinare l’effettiva incidenza di queste infezioni. Un risultato, sottolinea Amcli, alla portata del sistema paese, soprattutto se si riesce ad integrare la vigilanza e la diagnostica del laboratorio di microbiologia. “Vogliamo riaffermare l’imprescindibile ruolo e contributo che la diagnosi microbiologica offre ogni giorno per comprendere la corretta esecuzione (nei tempi e nei modi) ed interpretazione della diagnostica di laboratorio” ha spiegato il presidente Clerici.

L’obiettivo è l’immunità di gregge

Secondo gli esperti di microbiologia, il livello di controllo sui livelli vaccinali è diminuito drasticamente negli ultimi decenni, in particolare per le malattie infettive tipiche della prima infanzia e prevenibili con le vaccinazioni, quali il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse e la varicella, mentre migliore è il livello di controllo sull’epatite B, sulla poliomielite e sul tetano. La riduzione costante nel tempo delle coperture vaccinali per il primo gruppo di patologie e la conseguente perdita dell’immunità di gregge avrebbe determinato, secondo Amcli, un aumento di queste malattie infettive, con il risultato di un maggior numero di pazienti critici suscettibili che si ammalano gravemente.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Associazione dei microbiologi clinici, nel 2017 si sono registrati in Italia un totale di 4.991 casi di morbillo (con 4 decessi), 65 casi di rosolia e 503 casi di pertosse. La varicella ha dimezzato l’impatto sulla popolazione nel periodo 2009-2013 e conta oggi circa 100 casi ogni 100.000 persone infette.

Si attendono le prossime mosse del governo

In attesa di capire quali saranno le mosse del nuovo governo sull’obbligatorietà dei vaccini, il ministro della Salute Giulia Grillo lo scorso 25 giugno ha ribadito con una nota l’importanza fondamentale dei vaccini come strumento di prevenzione sanitaria primaria. “In discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione”, ha dichiarato Grillo.

Discussione che riguarderebbe innanzitutto l’allungamento dei termini per la presentazione dei certificati vaccinali al fine dell’ammissione ai percorsi scolastici dell’obbligo per l’a.s.2018/19, attualmente fissati per il 10 luglio prossimo. Secondo quanto riportato da Adnkronos, ci sarebbero varie ipotesi in discussione sul tavolo del governo e la soluzione non dovrebbe comunque passare da un decreto legge.

Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La  politica “non fa” scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura – ha scritto il ministro Grillo nella sua nota -. Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del  DL  Lorenzin”.

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