Uomini più a rischio carenza compliance

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Andrea Manfrin

Sembra che ci siano due elementi predittivi di mancata aderenza alla terapia: l’appartenere al genere maschile e avere una scarsa conoscenza dei farmaci utilizzati. Quando entra in farmacia un uomo, il farmacista dovrebbe già porsi in “stato di allerta”, infatti i primi dati approfonditi del progetto pilota Mur (Medicine Use Review), condotto da  Andrea Manfrin in Italia grazie all’accordo fra la Medway school of Pharmacy dell’università del Kent e la Fofi che l’ha patrocinato, raccontano che il 45 % dei pazienti non sono aderenti alla terapia e di questi il 60,9 % sono appunto maschi.

I dati snocciolati da Manfrin durante il convegno “Obiettivo pharmaceutical care: analisi e progetti per il rilancio del servizio farmaceutico”, organizzato da Fofi e Federfarma il 20 aprile a Bologna durante la fiera Cosmofarma, sono il risultato di analisi statistiche più approfondite della ricerca che ha visto il coinvolgimento di 80 farmacisti distribuiti tra le province di Treviso, Pistoia, Torino e Brescia e si è basato sul dialogo con 898 pazienti affetti da asma bronchiale, per il 45% uomini e per il 55% di sesso femminile. Un altro aspetto evidenziato in maniera chiara è che il paziente va educato in farmacia. I 600 pazienti che, in un primo tempo, hanno dichiarato di non avere problemi nell’utilizzo dei farmaci, a un’indagine più approfondita condotta dal farmacista  sono scesi a 143.

Questo dimostra che il farmacista si è ricavato un ruolo attivo nella gestione del paziente, è stato in grado di far emergere con un approccio sistemico la gerarchia dei problemi relativi all’uso dei farmaci (in inglese PCIs, Pharmaceutical Care Iusses) e si è ritagliato un ruolo che soddisfa il cliente (in diversi sono tornati in farmacia chiedendo di avere ulteriori informazioni e hanno promosso un “passa parola” positivo). Supportato anche dal dipartimento di Scienze del farmaco dell’università di Padova, il progetto Mur in Italia si è concluso alla fine di gennaio e ha dimostrato che i farmacisti possono occuparsi di pharmaceutical care esattamente come i colleghi inglesi e di altri Paesi che hanno già impostato questo approccio in farmacia. Per usare le parole di Andrea Manfrin: “Per garantirsi il futuro non bisogna accontentarsi di essere utili, ma è necessario dimostrare in modo scientifico che il farmacista è insostituibile”.

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