Yovis: l’evento online per raccontare il microbiota

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Yovis presenta un evento online sul Fingerprint Batterico: un percorso alla scoperta della complessità e della diversità del microbiota, guidato dalla Professoressa Patrizia Brigidi, Docente di Biotecnologia delle Fermentazioni presso il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie di Bologna

Si è tenuto giovedì 28 maggio l’evento online organizzato da Yovis dedicato al fingerprint batterico: un percorso alla scoperta della complessità e della diversità del microbiota. Il video delle due dirette online e i materiali discussi durante la diretta sono consultabili e scaricabili su www.fingerprintbatterico.it 

Se da una parte si sente spesso parlare di equilibrio della microflora batterica è vero anche che non è così chiaro come possano questi esseri microscopici incidere effettivamente sulla nostra salute

Che cos’è il microbiota?

Il corpo umano è abitato da un numero enorme di batteri, funghi e virus che vivono in pacifica coesistenza con l’ospite e ne costituiscono il microbiota. «Si tratta di una biomassa enorme – spiega la Professoressa Patrizia Brigidi – formata, in particolare, da più di centomila miliardi (1014) di cellule batteriche, un numero dieci volte superiore a quello delle cellule dell’organismo adulto. Il tratto gastrointestinale è di gran lunga l’organo più colonizzato dell’essere umano e da solo ospita più del 70% di tutti i microrganismi del corpo umano». L’habitat intestinale, infatti, contiene almeno 500-1.000 specie differenti di batteri, pari ad una biomassa di circa 2 Kg, con ampia variabilità inter-individuale, ed è a questa biomassa che si fa riferimento quando si parla comunemente di flora batterica. I microrganismi che colonizzano il nostro intestino, intervengono in numerosi processi fondamentali per il nostro benessere, cooperando con il nostro sistema immunitario, facendo da barriera contro i patogeni, producendo vitamine e minerali altrimenti carenti nella nostra dieta e rilasciando molecole che contribuiscono al benessere intestinale.

Il Fingerprint batterico

«Ognuno di noi ha una sua specifica “impronta digitale batterica”, o fingerprint batterico: un profilo di specie proprio, un’impronta personale e unica, come quella digitale o come la biometria vocale o quella dell’iride. È diversa da quella di chiunque altro ed è il risultato di moltissime variabili» – afferma la Professoressa Brigidi, che continua – «Questa “variabilità individuale” è determinata da vari fattori, tra cui l’etnia, la posizione geografica e lo stile di vita, e svolge molteplici funzioni influenzando la fisiologia, i processi metabolici e, di conseguenza, lo stato di salute».

Disbiosi: se qualcosa va storto

Essendo un’entità dinamica, il microbiota intestinale è soggetto a variazioni e alterazioni. La coesistenza pacifica, in equilibrio, dei microrganismi della microflora batterica è detta eubiosi. Quando invece questo equilibrio viene meno, si parla di disbiosi. «La disbiosi è dovuta ad esempio a eccessi alimentari, stile di vita scorretto o all’utilizzo di antibiotici; dà luogo a disturbi come gonfiore addominale, mal di pancia e può alterare la regolarità intestinale, causando diarrea o stipsi” spiega la Professoressa Brigidi».

In caso di disbiosi, i probiotici aiutano a ripristinare l’equilibrio della microflora batterica intestinale, contrastando la proliferazione dei batteri patogeni. «Con un probiotico multiceppo, multispecie e multigenere si riesce a integrare i microorganismi mancanti e a contrastare i non idonei. Inoltre, proprio per le diverse caratteristiche dei vari ceppi, specie e generi, questi possono sinergizzare e favorire la colonizzazione intestinale.» conclude la Professoressa.

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