Bisogna ancora attendere per la vendita online dei farmaci in Italia

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Ci eravamo lasciati prima dell’estate con una comunicazione ufficiale del ministero della Salute secondo cui era in arrivo il decreto legge che avrebbe definito il logo identificativo nazionale delle farmacie e degli esercizi commerciali ex Decreto legge 223/06 che intendevano effettuare la vendita online di medicinali SOP e OTC. Le vacanze sono ormai giunte al termine, ma del decreto ancora non c’è traccia.

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Qual è la procedura proposta dal Ministero per autorizzare le farmacie all’e-commerce e cosa ancora manca?

L’iter proposto prevede alcuni step. Per prima cosa l’esercizio deve fare richiesta all’ufficio competente della propria Regione inviando i requisiti richiesti dal DL 17/2014, segue il rilascio di un’autorizzazione il cui numero di registro deve essere comunicato al ministero per farsi inserire in un elenco su un’area Web dedicata e per ricevere il bollino da inserire sulla propria pagina Web.

L’intero procedimento avrebbe dovuto essere attivo dal primo luglio 2015, come richiesto dal Regolamento europeo che ha fissato le caratteristiche tecniche che dovrà avere il bollino. Tuttavia mancano ancora diversi passaggi sia da parte del Ministero che da parte delle Regioni.

“Il decreto”, ci informa Federfarma “non è ancora stato emanato e non si hanno informazioni circa le tempistiche”. Oltre all’assenza di decreto, manca un altro elemento cruciale per poter permettere agli esercizi di ufficializzare la vendita online dei farmaci ovvero la definizione di un ufficio preposto in ogni Regione che ha il compito di ricevere e approvare le richieste per la vendita sul Web delle varie farmacie. “A quanto ci risulta”, aggiunge Federfarma, “sembra che nessuna Regione lo abbia ancora individuato”.

Nella sostanza, quindi, poco o nulla è cambiato da prima dell’estate e per ora in Italia non è quindi ancora possibile avviare la vendita online dei farmaci SOP e OTC.

Intanto la Commissione Europea ha messo a punto un quiz per verificare il grado di consapevolezza degli utenti che acquistano farmaci online.

Un terreno insidioso, come indicano le stime secondo cui, al 2013, sono state confiscate 10,1 milioni di confezioni di farmaci illeciti o contraffatti per un valore di 36 milioni di dollari.

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